Mia cara Valigia 11 – La parola alla Valigia

Giovedì 24 settembre 2020 in: Mia cara ValigiaDonne

Mia cara Direttrice,

Posso dire che hai proprio rotto???

 

Neanche per il nostro decimo Anniversario mi hai lasciato parlare. E come se non fosse sufficiente ora, tu e Natalia, non salvate neanche le dirette!

 

Tutto vero quello che dici: passato magnifico, siamo state brave e sapremo evolvere come abbiamo fatto finora per soddisfare il nostro pubblico (mica c’era bisogno di farla lunga come l’hai fatta… bastavano queste 2 righe).

 

Ma una volta che vi create l’occasione per raccontare qualche particolare, una piccolissima parte, di tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, invece di raccontare solo le cose positive come fate sempre, NON SALVATE LA DIRETTA?????

 

Che due imbranate…

 

Faccio io un riassunto per il nostro pubblico, a questo punto.

 

E… caro pubblico, sappiate, che io non sono diplomatica come Cristina, anzi ho l’abitudine di essere piuttosto diretta….

 

Quando abbiamo iniziato, 10 anni fa, la situazione era ben diversa da oggi, non si parlava di inclusività, non si parlava di educazione sessuale nelle scuole, non si parlava nè di vulva nè di vagina, non di gender free, di unioni civili, di poliamore…

 

Quando abbiamo iniziato, c’era il rischio di “caccia alle streghe”, tu dicevi sempre “profilo basso ragazze, lavoriamo in sordina, costruiamoci i contenuti, non siamo invadenti nè diamoci in pasto alle folle. Piano piano si accorgeranno di noi e della bontà di ciò che facciamo. Non siate esibizioniste, non provochiamo le persone che non sono pronte, le opposizioni sono una questione culturale, dobbiamo concedere a tutte le persone il diritto di avere tempo di elaborare le nostre teorie”.

 

E così abbiamo fatto e ha funzionato.

Ma… con dei “ma”.

 

Gli atti violenti, o che noi abbiamo sentiti come violenti, nei nostri confronti sono stati tanti.

 

Come non ricordare una nostra Consulente Piemontese che uscendo per portare i figli a scuola ha trovato scritto sul muro di recinzione della sua villetta una volgarissima frase sul nostro lavoro che la invitava a usare quello che aveva in casa invece di cercare altri ammeniccoli fuori dalle mura domestiche?

 

Veloce il marito cancella e l’indomani mattina la scritta ricompare. Segue denuncia ai carabinieri. Erano il vicino di fronte e suo figlio.

La situazione rientra, ma giunta l’estate e iscritti i figli ai centri estivi, come tutti gli anni, il parroco dice che non può accettare i ragazzi perchè gli altri genitori ritirerebbero le iscrizioni dei loro. E che comunque se non frequentano i centri estivi poi sarà difficile poter fare la Prima Comunione.

 

Segue dolorosa rescissione del contratto con La Valigia Rossa.

 

Cose di paese????

Se anche le multinazionali sono cose di paese sì.

Perchè anche se in modo meno esplicito ma comunque molto chiaro, più di una multinazionale (settore bancario e settore informatico) hanno fatto capire a nostre Consulenti che se avessero continuato a lavorare per noi, avrebbero avuto una vita molto difficile all’interno delle loro aziende.

 

Naturalmente questo succede quando si è brave, che è il momento in cui il tutto arriva alle orecchie del datore di lavoro primario se si ha un altro lavoro oltre a quello in Valigia Rossa.

 

Quindi oltre al danno, soprattutto morale, di autostima e di discriminazione nei confronti della Consulente, anche il danno economico sia per l’azienda che per la Consulente stessa.

E non stiamo parlando di 10 anni fa, stiamo parlando di poco più di 1 anno fa, in questo caso.

Mentalità obsoleta di grandi gruppi finanziari?

Se anche le catene di franchsing solo ed esclusivamente italiane sono grandi gruppi finanziari sì.

Perchè anche questo è successo. Anzi, è in corso.

Stupiti? Il peggio ve lo devo ancora raccontare.

Nuovo shop on-line, un unico sistema per l’appoggio dei pagamenti, perchè con loro lavoriamo da anni nelle riunioni e tutto funziona benissimo. Diamo fiducia a chi crede in noi.

Brave? No, ingenue.

Lancio shop on-line 26/11/2018. Marzo 2019: un venerdí pomeriggio, improvvisamente non arrivano più ordini. Sabato: nessun ordine. Domenica: nessun ordine.

Lunedì: gli informatici dicono che non c’è nessun problema sul sito. Consigliano di chiamare l’operatore finanziario.

Si scopre che, senza preavviso, ci hanno bloccato i pagamenti (leggasi “incassi”) perchè il loro statuto proibisce collaborazioni con settori del gioco d’azzardo e della prostituzione.

E come mai i soldi delle riunioni se li prendono e quelli dello shop on-line no?

Ci riaprono i pagamenti per una settimana giusto per darci il tempo di cercarci un nuovo operatore finanziario. NO COMMENT.

 

FINITO? NO.

Ci mantengono i pagamenti nelle riunioni. E arriva il lock-down. Anno 2020. Ci propongono il pagamento a distanza perchè le Consulenti possano far pagare le clienti che fanno ordini al telefono. Bene! Bravi! Grazie!

Finisce il lock-down. Una consulente dice non mi funziona il pagamento in remoto. Verifichiamo subito. Ce lo hanno tolto: superato il lock-down ricominceremo a incassare con i POS in presenza quindi perchè agevolarci le vendite con altri sistemi????

 

Lascio a voi le riflessioni del caso, perchè Cristina è pur sempre il mio capo e se vado oltre mi rivolta come un calzino.

 

Ci sono decine di altri aneddoti che potremmo raccontarvi, come chi ci ha accusato di lavorare nell’illegalità per portarci via le nostre Consulenti e creare un’azienda concorrente, chi per lo stesso motivo ha accusato Cristina di essere responsabile dei mancati pagamenti alle Consulenti da parte dell’azienda per cui lavoramo all’inizio, chi ha sostenuto che volevamo sostituirci al mondo scientifico, chi ha detto che eravamo solo marketing… mariti che hanno minacciato mogli di portargli via l’affidamento dei figli se avessero iniziato a fare questo lavoro… consulenti private di premi vinti nelle associazioni in cui fanno volontariato, sempre per lo stesso motivo…

 

Insomma, la strada è stata lunga e non facile, ma abbiamo contribuito ad un inizio di cambiamento. L’evoluzione è cominciata e noi ci sentiamo in parte artefici di questo cambiamento, soprattutto della consapevolezza che le donne stanno acquisendo e della forza che questa consapevolezza da’ loro.

 

E questo è quello che da’ la forza a noi. Che da’ la forza alle nostre Cristina e Natalia, incapaci di salvare una diretta su Instagram, ma caparbie, testone, fiere, agguerrite e protettrici delle nostre ragazze, di continuare a lottare nonostante tutte queste opposizioni.

 

Nonostante il peso di secoli di cultura che tutti noi ci portiamo dietro ma che saremo capaci di debellare nelle sue sfaccettature negative.

 

Ecco. Mi sono espressa. Ora sapete che in capo alla Valigia ci sono donne litigiosissime: IO, Natalia e Cristina ☺

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