Salutiamo il mese dedicato alla masturbazione con alcuni spunti sul piacere femminile

Martedì 31 maggio 2016 di: Redazione LVR in: Sessualità

 

di Elisa Ganazzin

Il momento della riunione in cui il silenzio regna sovrano: dalla valigia rossa spunta lei, la vulva ecodidattica, che ci permette d’introdurre l’argomento clou. Sentire parlare di piacere femminile è così raro e prezioso che ogni volta che se ne parla in riunione, tutte le partecipanti, per ascoltare con attenzione, si zittiscono l’una con l’altra. E, immancabile, arriva la domanda se facciamo riunioni anche con gli uomini poiché il compagno dell’una o dell’altra dovrebbe proprio ascoltare. (Sì, le facciamo).

Ci serviamo di questa vulva in peluche per descrivere la «Geografia del piacere», come mi piace definirla. Sicuramente approfondiamo il fatto che sia molto più esterno di quel che si pensa, la parte più sensibile è infatti il terzo esterno della vagina. Decisamente poniamo l’accento sul fatto che sia molto più simile al piacere maschile in quanto a tempistiche di risposta e se trattato nel modo adeguato. Naturalmente chiariamo quanto possa essere vario, personale, divertente ed esplosivo.

Il segreto ė la consapevolezza, sempre. Sì, siamo “normali” anche se non proviamo l’orgasmo vaginale. Ci si può lavorare, comunque. E poi perché perdere tempo a definirlo vaginale, clitorideo o quant’altro, pensiamo invece a rilassarci e godiamocela.

Il centro del nostro piacere è sicuramente lei, la clitoride (si dice in entrambi i modi: il e la, fonte Treccani). Diciamo che con lei si va sul sicuro, ma va trattata adeguatamente. Riflettiamo sul fatto che sia davvero un piccolo pene, o piuttosto che siano, perché no, i maschi ad avere una grande clitoride. Stimoliamo il ragionamento su come funzioni e quali siano i motivi che ne scatenano la reattività.

Che sia curiosa si sa, è femmina. E se la chiamiamo in causa fa capolino, aumenta fino a 3 volte la sua dimensione. Un po’ perché l’eccitazione fa in modo che i corpi cavernosi si riempiano di sangue, un po’ perché è consapevole di essere l’unico organo deputato solamente al piacere e fa di tutto per farsi notare, la smorfiosa. Mancano solo i segnali luminosi a questa clitoride.

Se state sorridendo sappiate che nelle nostre riunioni si ride, si chiacchiera, si ascolta, ci si confronta. Si parla di come dare piacere alla clitoride in coppia o da sole e quali siano i prodotti a disposizione per risvegliarne l’attenzione. Stimolanti, eccitanti, vibranti. Come, ad esempio, l’olio con effetto Chupa Chups che più lo lecchi più lo vorresti leccare, per un sesso orale stuzzicante o il balsamo stimolante a effetto immediato o ancora la vibrazione mirata piuttosto che quella vaga e casuale.

Ma si parla anche di come chiedere, come comunicare una nostra esigenza, come dire cosa ci piace, come ricevere sesso orale senza innervosirci e come lasciarsi andare. Tutte abbiamo le paranoie, chi sull’odore, chi sui tempi di reazione, chi sull’orgasmo.

Una consulente de La Valigia Rossa non pretende di salire in cattedra, ma vi farà sentire accolte nell’essere così diverse e speciali. Non c’è una regola, ma sapere che non c’è una regola ci farà tirare un sospiro di sollievo. L’unica regola è la consapevolezza. Più siamo consapevoli del nostro piacere più lo trasmetteremo al partner o alla partner. Questo vale per tutti.

E se per aumentare la consapevolezza con l’autoerotismo il mese di maggio non è bastato, c’è giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, le feste comandate e i momenti ritagliati solo per noi.

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